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Pullover
TITOLO BRANO:
Sushi
GENERE: Pop
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The Bend E-mail

Era il lontano 1998 quando i due liceali e amici Simone Pauletto (pau) e Paolo Garzillo (zippo) scoprendo una comune passione per la musica decidono di incontrarsi un pomeriggio di una calda giornata di luglio per improvvisare insieme qualche nota rock di alcuni brani dei loro artisti preferiti. Pau ricorda la vecchia batteria sonor del defunto nonno che giace impolverata nella cantina della nonna. Zippo da tempo nella sua camera srtimpellava la chitarra e registrava sui vecchi nastri per mangiacassette motivi e giri di chitarra dal netto sapore dei primi U2.  Guardacaso il primo brano in assoluto che i due provarono nella cantina fu proprio quella prima "I will follow" con cui una delle ultime grandi band del ‘900 aprirono il loro primo splendido lavoro. Gli inconrti diventano sempre più assidui e con una estrema naturalezza incominciano a saltare fuori delle idee simpatiche (seppur molto acerbe) di canzoni. Decidono allora di registrarle come pro-memoria (scoprendo poi che uno di quei pezzi era del tutto simile alla stranota "foxy lady" di Jimi Hendrix - anche se nessuno dei due la aveva mai ascoltata prima di allora - ). In breve iniziano anche le ricerche di altri due elementi che completassero la formazione. Dopo un breve periodo in cui Angelo Biraghi si affianca come secondo chitarrista, e dopo un tentativo di inserire due voci femminili (Mery ed Elisa) la formazione si stabilizza per alcuni anni: oltre ai già citati Simone Pauletto (batteria) e Paolo Garzillo (chitarra e voce) trovano posto nella band anche Pietro Toffoletto (basso) e Luca Vismara (chitarra). Ilncominciano anche le prime date in cui i the bend affrontano per le prime volte il palco. Feste di fine anno ai licei, feste di paese, piccoli concorsi per band emergenti. Le cose sembrano procedere ma è inevitabile constatare la poca costanza delle prove per svariati impegni che spesso trattenevano alcuni membri del gruppo. Quasi naturalmente Luca e Pietro si allontanano gradualmente (solo fisicamente perchè il loro cuore e la loro impronta è sempre rimasta) e lasciando un formidabile contributo creativo, dopo un breve periodo di smarrimento arrivano Luca fiameni (fiame) come nuovo bassista e Tommaso Bella (uomoz) alla chitarra. I the bend nella loro veste ufficiale possono partire, e da lì a breve parte anche un lavoro sempre più metodico e serio di prove e composizione. In pochi anni si incomincia a sentire uno stile che diventa sempre più the bend. Si passa definitivamente a scrivere pezzi in italiano dopo un breve periodo adolescenziale in cui la lingua regina sembra poter risolvere ogni problema. Alcune data presso dei locali riescono a mantenere alto il morale della formazione che purtroppo non ha ancora avuto la possibilità di registrare un demo come si deve (data che anche la pretesa dei quattro è sempre stata alta). Ma da sempre era rimasto in sospeso un problema: la voce. Dalla nascita del gruppo zippo è sempre stato il "cantante provvisorio" come si è sempre voluto definire. La sua voce non avrebbe mai potuto dare espressività e vigore a dei pezzi dal sound molto "cool". Come manna dal cielo giunge nella primavera del duemilasei Tommaso Cogliati (cough) che da spettatore di alcune prove serali manifesta il desiderio di provare a cantare qualche pezzo...e voce fu! Da un anno a questa parte i the bend si sentono realmente un gruppo affiatato e pronto a continuare la battaglia della bellezza nelle cose dove la musica sta tra queste cose. In un mondo malato di mediocrità e ridondanze (e la musica è una delle arti più a rischio) i the bend si pongono come "la svolta" (the bend appunto) o almeno una delle possibili alternative alla situazione attuale (soprattutto italiana) miscelando cento anni di musica dai suoni psichedelici e folli dissonanze degli anni ‘70 alle sonorità più orecchiabili di un certo rock contemporaneo, da dolci melodie dal sapore classico ai semplici ed insistenti motivi del sound del nuovo millennio. Tutto riconfluisce in un genuino progressive-pop-rock che cerca di essere orecchiabile e commerciale per certi versi ma tenta anche di scardinare il modello ormai stereotipato di canzone "strofa ritornello strofa ritornello"; una band in cui la musica non è il riempitivo per un testo ma si fonde con esso come una entità unica ed inseparabile. Questa è la sfida che i the bend hanno intrapreso. Ora tocca a voi...

Genere musicale: Rock

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